Immacolata Concezione (3)

Dalla fine del 1300 cominciano a svilupparsi quei particolari che caratterizzeranno l’iconografia definitiva dell’Immacolata Concezione. Li ritroviamo tutti in un capolavoro del pittore veneziano, Gian Battista Tiepolo. L’opera, oggi custodita al Prado di Madrid, fu commissionata all’artista  da Carlo III, re di Spagna, per la chiesa di San Pascual in Aranjuez. Era il 1768. 

Gian Battista Tiepolo, Immacolata Concezione, 1768, Prada, Madrid.

E’ raffigurata la donna vestita di sole dell’ Apocalisse (Ap 12,1) con la luna sotto i piedi e le dodici stelle intorno al capo che formano una corona. I simboli riprodotti sono molto eloquenti: la luna è simbolo di castità ed è illuminata dal sole, così come Maria è illuminata da Cristo. Le dodici stelle sono segno del ruolo privilegiato che Maria ha nella Chiesa e per la Chiesa.

Sopra al suo capo c’e la colomba: lo Spirito Santo. Egli agisce nella vita della giovane fanciulla di Nazareth fin dal suo concepimento. Maria è la Piena di Grazia; ricolmata dall’amore divino ne diventa anche prima collaboratrice.

Un ulteriore elemento che matura nel XV secolo nella teologia e si riflette nell’arte è contemplare Maria come la contropartita al peccato originale. Maria è la Nuova Eva.  Una categoria che affonda le radici nel testo biblico di Gen 3,15. Una donna ti schiaccerà il capo. L’applicazione del brano all’iconografia è  immediato e diventa uno dei particolari identificativi: Maria calpesta il serpente che ha una mela in bocca.

Un altro modo di definire Maria e’  Tota pulchra. Appellativo nato nel nord Europa e che si traduce iconograficamente nel raffigurare Maria in piedi, sospesa su una serie di simboli mariani. E’ la bella sulamita del Cantico dei Cantici: Tota pulchra es, amica mea, et macula non est in te (Ct 4,7). Indossa un abito bianco, simbolo della sua purezza e un mantello blu, simbolo del posto privilegiato che ha presso Dio. Nell’opera del Tiepolo, la tunica e il copricapo rimandano chiaramente alla cultura ebraica. Si scorge un doppio manto: uno azzurro e un altro oro. Sono tenuti sospesi da angeli.  Entrambi i colori rimandano al divino. Perché due? Osiamo  ‘balbettare’ una nostra interpretazione: il ruolo che Maria ha all’interno della storia della salvezza. Ella è presente all’inizio, perché madre del Figlio di Dio, Tenda della Nuova alleanza. L’azzurro indica questa prima azione. Ma Maria sarà presente anche alla fine, quando tutto sarà portato a compimento. È la donna vestita di sole che vigilerà per noi il giorno del giudizio.

Sotto i suoi piedi c’e  il giglio, simbolo di purezza; la Rosa, perché Maria e regina del cielo e della terra.  Ancora scorgiamo una palma e uno specchio. La prima raffigura la vittoria della Regina sul male, mentre lo specchio è un ulteriore rimando al suo candore.

L’obelisco, alla destra della Madonna, brilla di luce solare e allude sia alla Torre di Davide che alla Torre d’avorio, altro appellativo dato alla Vergine che evoca  inespugnabilità e purezza. 

Buona festa dell’Immacolata.