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Il Buon Pastore

Un amore totale

Gesù si autoproclama Buon Pastore!

La matrice radicante su cui Egli innesta tale simbolismo è la vita pastorale e nomadica dell’antico Israele. I contemporanei di Gesù conoscevano bene la vita dei loro padri: pastori che guidavano, allevavano il gregge anche in situazioni impervie, curando ciascun animale e assicurando loro un ovile sicuro. In tale contesto Dio stesso viene definito pastore: Il Signore è il mio pastore: non manco di nulla…(Salmo 23; anche Ez 34).

L’evangelista Giovanni delinea  una  particolare fisionomia del buon pastore, anzi del bel  pastore.  Tre sono le caratteristiche principali: la generosità coraggiosa, la conoscenza profonda, la cura per l’unità.

Il buon pastore è generoso a tal punto da dare la vita per per le sue pecore.

Il buon pastore conosce ad una ad una  sue pecore.  Le conosce perché le ama.

Infine il buon pastore è attento  che il suo gregge sia unito, che sia un solo gregge.

Oggi vi propongo di ammirare una scultura: la statuetta del Buon Pastore, ritrovata nelle Catacombe di san Callisto ed oggi custodita nei Musei Vaticani.

 Il Buon Pastore è l’immagine simbolica più antica con cui i cristiani hanno raffigurato il loro Signore. La ritroviamo diffusa in tutta l’arte paleocristiana, in affreschi, sculture, mosaici, e altro ancora.

Un Crioforo particolare

La radice evangelica di tale iconografia si innestò però su un ramo già vivo e fecondo: il crioforo. La figura maschile con un agnello o un ariete sulle spalle, era molto diffusa già nell’arte greco-romana, con una pluralità di significati. Gli artisti cristiani utilizzarono, in modo naturale e senza storture, la vecchia simbologia alla luce del messaggio evangelico.

La statua, in realtà un altorilievo, è il particolare di un opera più grande andata distrutta, (probabilmente un sarcofago); raffigura un giovane pastore, imberbe, con  lunghi e fluenti riccioli che  coprono le orecchie e toccano le spalle, la testa rivolta verso destra. Indossa una tunica senza maniche e con una sporta indossata a tracolla. Infine  porta un agnello sulle spalle. Sembrano ricolte  a lui le parole di  Origene: Per una sola piccola pecora che si era smarrita, egli è disceso sulla terra; l’ha trovata; l’ha presa sulle spalle e riportata in cielo” (Su Giosuè, 7, 16).

Quando Gesù si definisce Buon pastore rivendica la sua identità messianica e la sua figliolanza divina e si rivela guida del popolo della Nuova Alleanza.