Archivi categoria: anno B

Ricolmi della fiducia di Dio

Un seme particolare

 Un seme, anche quello più piccolo, una volta messo a dimora, cresce da sé, diventa un’altra realtà, totalmente nuova, inaspettata, autonoma. Così è il Regno di Dio!

Seminato nel nostro cuore, nella nostra storia. Esso non dipende dalle nostre forze, dalle nostre intelligenze; non si avvizzisce a causa dalle nostre chiusure, dei nostri odi; supera tutte le  capacità umane poiché ha in sé un proprio dinamismo… e cresce, anche se spesso è invisibile ai nostri occhi poco avvezzi al bello, ai nostri cuori induriti da tante, troppe miserie.

A noi, spettatori, anzi interlocutori unici di tale meraviglia, non resta che avere fiducia! Il Regno di Dio è stato seminato, sta crescendo: il bene sovrasterà il male, la pace avrà la meglio sulla guerra, l’amore avrà la sua vittoria definitiva sull’odio, la vita sconfiggerà per sempre la morte e si rigonfierà di eternità.

Bisogna essere  Pieni di Fiducia in Dio, raccomanda  Paolo al popolo di Corinto. Tutto ciò avverrà!

All’ombra delle sue ali

La Fiducia nell’’Altro da noi’, è l’ormone radicante che permette alla nostre esperienze religiose di mettere radici solide, valide, definitive.  Eppure tale fiducia  è forse l’atteggiamento più difficile per ogni credente nei confronti del suo dio, per il cristiano nei confronti di Dio Padre: fermarsi, zittire la voce altisonante del nostro ego e lasciar parlare in noi la voce di Dio. Quando tale fiducia diventa quotidiana, naturale, si fa Fede.  Solo allora  riusciremo a scorgere il Regno di Dio in noi.

C’è  un’opera scultorea, una delle opere più belle dell’artista toscano Lorenzo Bartolini e dell’arte dell’Ottocento, in cui possiamo ‘vedere’ la fiducia in Dio.  Un capolavoro dell’arte purista realizzato nel 1835  su commissione della  Marchesa Rosa Trivulzio e conservato oggi al Museo Poldi Pezzoli di Milano.

Nella scultura la fiducia in Dio  si manifesta nel volto  di una donna che teneramente rivolge il suo animo a Dio in un gesto di pia devozione.

Il corpo della donna,  definito da linee morbide e fluenti,  si abbandona al cospetto del Padre misericordioso.  Benché senza veli, esso brilla di un candore unico, casto, bello.

Ma sono le mani il particolare più eloquente: l’una nell’altra, in un pacato e silenzioso abbraccio,  indicano la silenziosa preghiera a cui la donna si è totalmente abbandonata, sicura che è quel gesto, quel momento a dare significato a tutto il resto.

La fiducia in Dio è questo: abbandonarsi all’ombra delle Sue ali,certi che saremo innalzati con Lui verso l’Eterno.