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Maranatha

Maran atha è un’ antica locuzione aramaica che risuonava nelle liturgie delle prime comunità cristiane. Il suo significato è controverso: gli antichi leggevano māran ’athā’, Il Signore nostro è venuto, in riferimento alla presenza eucaristica del Cristo nella sua Chiesa; molti studiosi moderni, invece, preferiscono leggere māranā’ thā’, Signore nostro, vieni! In un’ ottica escatologica, come invocazione della Parusia, della venuta gloriosa del Cristo.

Nell’una o nell’altra interpretazione, una cosa è certa, Maranatha è l’acclamazione gioiosa che predispone, quanti la proclamano, all’accoglienza del Regno di Dio in Gesu’ di Nazareth. La Chiesa, per le prossime quattro settimane, proclamerà Maranatha in attesa della nascita del Dio che si fa bambino. La liturgia scandirà questo tempo proponendo quattro persone che, ognuna a modo suo, ha proclamato il suo Maranatha. Sono Noè, Isaia, Giovanni Battista, Maria di Nazareth. Quattro luci che si accendono per noi come una corona di avvento, per indicarci la strada da intraprendere per arrivare ad adorare il nostro Signore.,

Noè: l’uomo dell’arcobaleno

Noè, l’uomo giusto che camminava con Dio, riceve da quest’ultimo il compito di costruire un’arca per sopravvivere al diluvio. Il suo nome, infatti, significa colui che prolunga…la vita . Noè ha fatto questo: ha raccolto la vita, l’ha custodita e ha vegliato, pieno di speranza, fino al sorgere del sole. Vegliare per la salvezza che deve arrivare! Questo concetto di fede è molto bene raffigurato nell’opera di Jacopo Bassano, risalente al XVI secolo.

Jacopo Bassano, Noè e gli animali che entrano nell’arca, 1570, Museo del Prado, Madrid..

 

Al centro dell’opera c’è il patriarca; intorno gli animali che, aiutati dai familiari di Noè, stanno mettendosi in salvo. L’arca rappresenta la possibilità data da Dio agli uomini di custodire la vita e trasbordarla oltre la tempesta tenebrosa del peccato. Davanti all’uomo peccatore Dio non punisce…..salva! Lo sguardo di Noè è rivolto verso l’alto, dove, oltre il cielo plumbeo e minaccioso, spunta la luce di un sereno che pure tornerà. La Misericordia divina arriva, accoglie e abbraccia la miseria umana.