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Pregare sempre, senza stancarsi mai

Un giudice stolto, inefficiente e corrotto. Una vedova senza più diritti e protezione. Questi sono i due protagonisti della parabola raccontata da Gesù per far comprendere, ai suoi ascoltatori,  che dovevano pregare sempre, senza stancarsi mai. Possiamo contemplare l’episodio in una preziosa miniatura risalente probabilmente all’XI secolo.

Il giudice disonesto, Miniatura appartenente probabilmente ad un evangelario miniato del X-XI secolo.

La miniatura è nettamente divisa in due sezioni: nella parte sinistra scorgiamo il narratore, Gesù; nella parte destra invece è raffigurato il racconto. C’è uno stretto parallelismo, un’attualizzazione del fatto: sta avvenendo lì, in quel momento e Gesù lo sta indicando ai suoi discepoli.  La miniatura traduce iconograficamente  la scelta metodologica usata dell’evangelista Luca: il metodo rabbinico chiamato qal wahômer,(ragionamento) “a fortiori”.  Se un uomo disonesto cede di fronte alle insistenze e amministra in modo giusto quel caso di povertà, a maggior ragione Dio, che è un giudice solerte e giusto, non lascerà senza risposta i suoi fedeli. Il parallelismo è evidenziato anche attraverso i colori: Gesù e il Giudice indossano entrambi una tunica azzurra. E’ il giudice terreno e il giudice celeste che sono messi a paragone: la valutazione che ne deriva non può che rassicurare i fedeli, certamente Dio darà giustizia a quanti hanno fede il Lui.