Su di te costruirò la mia Chiesa

Tu sei Pietro

La liturgia di questa settimana ci propone il famoso episodio in cui Gesù costituisce uno dei Dodici, l’apostolo Simone, fondamento della nuova comunità: su di te costruirò la mia chiesa. E’ il brano diventato indispensabile per fondare il primato petrino che, tante volte, è stato oggetto di dispute dottrinali.

Pietro Perugino, La consegna delle chiavi, Città del Vaticano, 
Un affresco meraviglioso

L’ opera d’arte che vi propongo di ammirare è uno dei capolavori che Pietro Vannucci, conosciuto come il Perugino, affrescò nella Cappella Sistina. Secondo gli storici dell’arte l’opera, commissionata da Sisto IV insieme a tutto il ciclo iconografico presente nel luogo sacro, serviva ad esaltare il ruolo del papato, a legittimarne il potere, l’infallibilità e la supremazia.

Vogliamo avvicinarci a tale meravigliosa icona cercando di individuare il messaggio teologico che essa racchiude, le coordinate che descrivono la Chiesa come mistero di salvezza.

Nell’affresco possiamo individuare  tre fasce che si delineano orizzontalmente. La prima, inferiore,  riporta in primo piano i protagonisti principali: Gesù e Pietro. Essi sono al centro di  un gruppo misto di persone: anzitutto gli altri undici apostoli, tutti con l’aureola, esternamente  persone contemporanee al pittore tra cui lo stesso Perugino. La seconda fascia raffigura un enorme piazzale definito  dalle linee prospettiche di un pavimento a grossi quadrati marmorei  con scene apparentemente secondarie. Infine un’ultima fascia, che funge da sfondo e dalla  quale si ergono tre edifici. Il tutto è sormontato da un Titulus: CONTVRBATIO · IESV · CHRISTI · LEGISLATORIS (turbamento di Gesù, il legislatore).  E’ proprio tale titolo che ci suggerisce la giusta interpretazione dell’icona sacra. Un titolo apparentemente strano: perché Gesù dovrebbe essere turbato in tale episodio? A cosa si riferisce?

L’unica Chiave di salvezza

Proviamo a dividere la frase, attribuendo ciascuna parola ad uno dei tre registri della raffigurazione.
 
Conturbatio ovvero turbamento o opposizione, si riferisce ai due episodi raffigurati in secondo piano: quello della tentata lapidazione contro Gesù, raccontataci dall’evangelista Giovanni (10, 22-42)  e quella del tributo pagato raccontataci da Matteo (17,24-27). Entrambi gli episodi hanno come riferimento il Tempio dell’Antica Legge; il contesto temporale è quindi il passato.
La parola, anzi il nome, 
Iesu Christi, sormonta, non a caso, il tempio centrale a base a ottagonale. Esso è il simbolo del Nuovo Regno che Gesù è venuto ad inaugurare.  Il contesto temporale questa volta è il futuro, il futuro assoluto verso cui tutto il creato tende e di cui, unica porta di accesso è il Figlio di Dio. Ed infatti essa si congiunge, in un gioco di prospettiva a Gesù che, in primo piano porge le chiavi a Pietro.

Siamo giunti all’ultimo registro, temporalmente parlando al presente, all’hic ed nunc del Figlio di Dio che, incarnandosi nella storia dell’uomo, diventa pietra fondante dell’opera salvifica. E’ lui la vera e unica chiave di salvezza, e lui la vera ed unica pietra che, seppur scartata, è pietra angolare. E’ lui l’unico autore della Nuova legge.

E Pietro? Pietro diventa partecipe di tutto ciò nel momento in cui proclama la sua professione di fede: tu sei il Cristo! Come risposta il Nazareno lo sceglierà come suo vicario: e tu sei pietro e su di te fonderò la mia Chiesa.