Gridatelo dai tetti

Gridatelo dai Tetti. Il Signore ci ama

A volte la Parola di Dio  permette di avvicinarci ad opere d’arte che poco o nulla hanno a che fare con il sacro. Eppure basta un particolare, un colore, una prospettiva, ed esse si trasformano in un caleidoscopio della Buona Novella. E’ il caso di un’opera di Umberto Boccioni, Visioni Simultanee, che sembra echeggiare l’invito evangelico: Gridatelo dai tetti.

Umberto Boccioni, Visioni simultanee, 1911, Von der Heydt Museum, Wuppertal.
Umberto Boccioni, Visioni simultanee, 1911, Von der Heydt Museum, Wuppertal.

Ben consapevoli che l’intento dell’artista futurista  era assolutamente lontano da categorie religiose, eppure la donna affacciata al terrazzo, protagonista assoluta del quadro, ci sembra estremamente vicina all’invito del vangelo di questa settimana.

La Buona Novella non può restare chiusa negli angusti spazi del sacro: siamo invitati a gridarla dai tetti!

Cosa?

Che Dio è il Padre misericordioso che ci conosce ad uno ad uno; che sa persino il numero dei  capelli del nostro capo. Dio non è il motore immobile, staccato dalla storia e dalle storie che ha creato; si compenetra in esse, piange, soffre gioisce con coloro che piangono, soffrono, gioiscono. 

Gridiamolo sui tetti che Dio è innamorato di noi! Seppure travolti dal caos di una vita troppo veloce e superficiale, Dio ci attende per ricolmarci delle sue tenerezze. Gridiamolo sui tetti che, seppure affogati da sofferenze ingiuste, Dio ci attende per garantirci giustizia e ricolmarci il triplo per tutte le pene sofferte.

Nel quadro la protagonista si affaccia dall’alto ma non guarda soltanto, è completamente immersa nel paesaggio, partecipa attivamente alla vorticosa attività della piazza sottostante. Le linee prospettiche verticali diventano oblique. L’immagine, a prima vista frantumata e spezzata, si ricompone in un vortice luminoso e in un turbine ascensionale, che sembra voler entrare nella casa. Così deve essere la vita del cristiano: pregna di una vitalità spirituale che smuove ciò che sembra ormai inerte; che riesce a cogliere l’unità di ciò che ormai è frantumato.

Gridiamolo  sui tetti! La fede non termina nei tabernacoli ma scende nella piazza della storia! Non per convincere, non per cercare affiliati; per testimoniare!
Gridiamolo sul tetto questo Vangelo, facciamo nostra   l’ansia di pienezza che inquieta il Signore.