La bellezza crocifissa

Con la Domenica  delle Palme inizia per i cristiani il periodo piu’ importante di tutto l’anno liturgico: la Settimana Santa.

Hebdomada  maior

Chiamata anche maggiore (hebdomada maior),  è il ‘tempo’ in cui si commemora il sacrificio redentivo del Figlio di Dio, la passione morte e resurrezione di Cristo Gesu’. Perchè Egli pur essendo nella condizione di Dio, non ritenne un privilegio l’essere come Dio, ma svuotò se stesso assumendo una condizione di servo…umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte e a una morte di croce. 

Il sacrificio in croce del Nazareno che ha ispirato artisti di tutti i tempi, è l’icona cristiana per eccellenza; la sua funzione va bel oltre la semplice espressione rappresentativa, pregnandosi di valenza simbolica, è diventato il segno visivo per eccellenza dell’esperienza religiosa cristiana. Ma quel Dio così deturpato, deriso, flagellato diventa emblema di bellezza, quella bellezza che, come cantava Agostino nelle sue confessioni, è Tanto antica e tanto amata: la bellezza divina è bellezza crocifissa. Il paradosso della fede!

 Esempio visivo di tale riflessione è un semplice schizzo a carboncino. L’opera,  oggi custodita al British Museum, fu creata  dal genio artistico di Michelangelo  per la sua amica Vittoria Colonna.

Michelangelo, Crocifissione (1538-1541) Londra, British Museum .

Meno famosa è l’opera corrispondente,  un piccolo quadro ligneo, che appartiene ad una collezione privata.  Per la forte  somiglianza iconografica, gli studiosi ne hanno predisposto la stessa genitorialità, Michelangelo.

Crocifisso, autore ignoto

La Bellezza Crocifissa

La croce lignea occupa tutta la superfice dividendola in due sezioni perfettamente uguali. Sopra di essa ecco il Figlio dell’uomo, il suo corpo fa una contorsione a vite dando la sensazione di staccarsi da quel legno di dolore e protendersi verso il cielo. Tale movimento regala alla scena una tridimensionalità dinamica. Un corpo perfetto, bello, caratteristica della genialità artistica di Michelangelo. I muscoli, perfetti, sembrano scolpiti; il volto è di un’espressività unica.

Dietro un cielo plumbeo, così oscuro e tenebroso da oscurare persino il sole. E’ Dio che soffre perchè l’uomo sta ammazzando il suo Figlio prediletto, l’unigenito. La sofferenza divina è simboleggiata anche dai due angeli dolenti che si sgorgono tra le nuvole.

Altro segno di morte è il cranio che, secondo la tradizione popolare, è di Adamo. E’ l’uomo vecchio che muore e l’uomo nuovo che si erge alla vita eterna trascinando con sè tutto l’umano. Infatti sulla croce c’è un Christus Triumphans, che, pur morendo, ha sconfitto definitivamente la morte. 

 Una bellezza crocifissa che, quasi già anticipa la resurrezione del terzo giorno.

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